Brevi Cenni sulla Storia di San Mauro in Valle

La pieve di San Mauro in Valle è uno dei monumenti architettonici più belli e più antichi della diocesi di Cesena – Sarsina che tra il X e XI secolo ha vissuto un periodo definito “il tempo delle pievi”. Questo arco di tempo coincide con i secoli centrali del millennio medioevale. Allora il territorio plebano – parrocchiale di San Mauro aveva confini ben determinati: a est il centro urbano e il piviere di San Giovanni in Superclo, a sud e a ovest il plebanato di San Vittore in valle con le dipendenti cappelle di San Bartolomeo in Tipano e di San Mamante di Rocca Granaria; a nord quelli di Santa Maria in Ronta e di San Pietro in Cistino (Pievesestina). Al centro di tale area sorgeva la chiesa primitiva di San Mauro, risalente ai secoli VIII – IX. Della sua esistenza e di alcuni suoi caratteri stilistici si è venuti a conoscenza nel 1956, in occasione dei lavori di ripristino della pieve attuale, durante i quali si sono scoperti grossi avanzi archeologici.

Successivamente nel 1987 gli scavi per la costruzione della nuova canonica sul lato sud della chiesa, hanno portato alla luce altri numerosi e significativi reperti: resti di un insediamento capannicolo della tarda età del Bronzo, un bel focolare e altri arredi di età etrusca, vasi e frammenti fittili di epoca romana e, infine, un sepolcreto cristiano con varie tombe sovrapposte.

Il sacro edificio dell’età romanica, dedicato a San Mauro, è simile nella struttura a quello attuale, ha l’impianto basilicale, con tre navate su pianta rettangolare, come il più celebre esempio della basilica di San Ambrogio in Milano.

Sulla data di fondazione della parrocchia di San Mauro in Valle non ci sono dati certi. Si conosce approssimativamente il periodo storico in cui fu costruita la prima pieve e che è fissato intorno  all’VIII e IX secolo, ma non è assolutamente scontato che la parrocchia sia sorta con essa. (vedi Attilio Bazzani, Storia di San Mauro in Valle, 2002).

San Mauro: una parrocchia millenaria

Una pergamena del 1074, conservata nell’archivio arcivescovile di Ravenna, attesta l’esistenza di un piviere a San Mauro in Valle. Successive documentazioni parlano di alcune donazioni ai canonici della Cattedrale di alcuni beni della pieve di Sancti Mauri (1155).

La fine del XII secolo è il periodo in cui si costruisce ex novo la seconda pieve, quella in stile romanico, giunta fino a noi.

In uno studio compiuto dal professore Otello Amaducci del 1990 insieme ad alcuni studenti del Liceo Scientifico tale dato viene confermato:

La storia di San Mauro in Valle è legata alle vicende del santo a cui essa è dedicata: la figura di San Mauro, eletto Vescovo nel 914, di fondamentale importanza per la cristianità romagnola del X secolo. A lui, infatti, è attribuita la fondazione della Basilica del Monte a Cesena. La Pieve fa capo ad un edificio di culto originario del VIII o IX secolo, ma la sua fondazione vera e propria e la sua dedicazione al Santo risalgono al 1100 d.C.. E’ in questo periodo che viene eretto il fonte battesimale”.

Dal XIII sono stati numerosi i parroci che si sono succeduti nella reggenza della Pieve e che hanno anche compiuto delle vere e proprie rivoluzioni nella struttura della pieve. Di alcuni però non abbiamo molte informazioni. Secondo la ricostruzione compiuta nel 2002 da Attilio Bazzani il primo parroco di cui si fa menzione è Ugolino, arciprete di San Mauro nel 1300, segue don Sante nel 1391.

Importanti per la definizione delle diverse trasformazioni che hanno portato all’attuale struttura della Chiesa sono stati don Carlo Fiumana, arciprete di San Mauro nel 1726 a cui si deve l’Istituzione della Compagnia della Buona Morte e la costruzione del primo presepe nella diocesi di Cesena Sarsina. Egli inoltre ha compio diversi lavori nella chiesa: l’apertura del rosone nella facciata, lo spostamento degli altari minori sotto le navate laterali, mentre originariamente erano a fianco dell’altare maggiore. Nel 1760 inoltre la chiesa riceve i dono dall’allora vescovo Guido Orselli, una reliquia di San Mauro. Si tratta di due denti tolti dalla tomba del Santo in Duomo e trasportati, con solenne cerimonia, nella parrocchia.

Nel 1809 Don Severo fa costruire il campanile della pieve dotandolo di due campane e compie il rifacimento della facciata della chiesa in stile barocco (che però negli anni 50 sarà completamente demolita).

La nuova chiesa così rinnovata vene poi consacrata dal Cardinal Francesco Saverio Castiglioni che nel 1829 diventerà Papa Pio VIII.

Il XX secolo

Passando al XX secolo uno dei parroci di cui è ancora vivo il ricordo in molti sammauresi è don Pio Vicini che subentra nella reggenza della parrocchia nell’ottobre del 1933 e qui resta fino al 1961. Durante il suo rettorato avviene il passaggio del fronte che porta distruzione e morte. Nel 1962 la parrocchia passa a don Carlo Zeccoli e nel 1969 viene nominato don Eligio Maroncelli che guiderà la comunità per 13 anni. Proprio sotto di lui avviene il restauro della Torre Malatestiana. Grazie alle sue testimonianze è stato possibile avere una descrizione delle opere parrocchiali in quel periodo:

“Nel piazzale davanti alla facciata della chiesa, di fianco alla Torre, esisteva un piccolo giardino ombreggiato da grandi alberi, uno dei quali era più alto della Torre. Sotto quell’ombra c’era un piccolo campo da bocce. A sinistra era stata costruita, nel 1950, dal mio processore mons Vicini, la Casa delle Opere Parrocchiali, nella quale funzionava Il Circolo Parrocchiale, la scuola Materna e la polisportiva “La Torre”. Il Rio San Mauro divide il piazzale della Parrocchia da un podere. Nel 1970 nacque in me il desiderio di allargare il complesso parrocchiale oltre il rio e pensai di costruire un ponte che unisse le due sponde. I lavori furono eseguiti dal 1971 al 1975.

Il 5 dicembre del 1982 il vescovo Luigi Amaducci nomina parroco di San Mauro Don Guido Rossi che con grande carisma guida ancora oggi la comunità. Con don Guido la comunità ha salutato il vecchio millennio e sta vivendo con gioia il nuovo.

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